Al Coordinamento della Sinistral’Arcobaleno della zona 3

Annuncio al Coordinamento della Sinistral'Arcobaleno della zona 3 di Milano che ho deciso di uscire da questo gruppo.

Ieri sera, martedì 15 aprile, eravamo un buon numero nella sede di Rifondazione comunista di via Porpora. Era presente la Sinistra storica della zona; iscritti a Rifondazione e al Partito dei comunisti italiani, un militante dei Verdi, militanti di Sinistra democratica, alcuni senza partito. La discussione è cominciata da un documento proposto e letto da Franco Calamida. Gli interventi si sono susseguiti, interessanti, solo apparentemente slegati, caldi, a mio parere tutti condivisi dai presenti. Il tema dominante era "occorre proseguire il lavoro per costituire laSinistral'Arcobaleno". Anche il mio intervento voleva essere un contributo a quel lavoro: ho sottolineato il calore e la condivisione degli interventi, ho notato una differenza nella indicazione della forma-partito fra la richiesta di Jean, indisponibile a rinunciare alla "falce e martello" e l'idea di Stanzione, forse ancora vaga, ma comunque dotata di intenzioni fortemente innovative. Più di un intervento -compreso il mio- ha sollecitato lo scioglimento dei Partiti di sinistra e la nascita di laSinistral'Arcobaleno come Partito unico di tutta la Sinistra italiana. Su questo c'è stata una divisione netta e forte: il Partito dei comunisti italiani, nell'intervento di Libero Traversa, si è detto indisponibile allo scioglimento, auspicando solo una federazione, in cui ogni Partito conservi la sua identità. In particolare è stato contestato il termine "irrevocabile", che, nel documento proposto da Calamida, sottolineava l'assoluta necessità della costituzione della Sinistral'Arcobaleno. Renato Sacristani ha cercato di suggerire un termine diverso, che risultasse gradito. Ho pensato: ma cosa stiamo facendo? È un tavolo a cui sono seduti Sindacati e Confindustria? Possibile che tutto il calore degli interventi di questa sera sia svanito? Invece che in un gruppo di persone unite da un impulso sentimentale (la lotta per la vita della Sinistra) e da un obbiettivo razionale (la costruzione di uno strumento per la vita della Sinistra), mi sono trovato immerso in una ennesima divisione, a cui si cercava di porre riparo con degli adattamenti, senza andare al cuore di ciò che si presentava come un problema. Mi è parso di avere capito che si volesse lottare uniti, ma divisi.

Io sono profondamente convinto che potrà nascere la Sinistra dalle sue ceneri solo col "miracolo" dell'unità. Sarà un miracolo se succederà, vista la storia di divisioni che ci appartiene. Non mi interessa l'argomento "chi ci vuole stare ci sta": non si comincia a costruire una casa con i mattoni fragili.

Mi pare evidente che in questo coordinamento sia troppo forte il senso dell'appartenenza; ricordo, a questo proposito, un polemica amichevole fra me e Franco Calamida sul Blog che precedette il nostro sito attuale. Non si può indossare un vestito nuovo senza togliersi il vecchio. Certo, occorre coraggio.

Non rimpiango affatto il percorso compiuto dall'estate scorsa; ho rincontrato compagni e conosciuto nuovi a cui mi sento legato da affetto vero. Ho deciso di uscire da questo gruppo dando comunque la mia disponibilità a partecipare alle sue iniziative, ma solo come compagno di strada, così come parteciperò ad iniziative di altri gruppi o Partiti che si richiamano alla Sinistra. Ritengo che occorra ragionare e tentare varie strade. Auguro al Partito dei comunisti italiani di trovare la sua per realizzare l'obbiettivo comune di una Sinistra unita. Auguro a tutti noi di avere la forza di rinnovarci per lottare con intelligenza e dedizione in un mondo che si presenta terribile.

Umberto Tabarelli

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