11 giugno: processo alla solidarietà… di Mimmo Lucano

Si apre l’ 11 giugno il processo a Mimmo Lucano. Il Comitato nazionale propone di manifestare davanti alle prefetture in diverse città, oltre Locri, tra queste Milano.

Uno spettro si aggira per l’Europa, con radici antiche ma all’altezza della sfida dei nostri tempi, in un contesto ancora grande e terribile in cui avanzano forze ispirate da vecchi e nuovi fascismi e razzismi. È lo spettro dell’utopia concreta, quell’utopia di un altro mondo possibile che ha trovato reale attuazione nel piccolo borgo di Riace, situato nel meridione d’Italia, nel cuore delle Calabrie. In una zona, la locride, in cui la criminalità organizzata si esprime con la forza della violenza intimidatoria e con l’uso di legami perversi con pezzi importanti dello stato; in cui ogni speranza di riscatto e di cambiamento che emerge ciclicamente viene ostacolata e depotenziata attraverso le più svariate forme d’interdizione. Abbiamo la sensazione che alcuni potentati abbiano deciso, attraverso la demolizione politica e giudiziaria dell’esperienza di Riace e di Mimmo, di portare avanti un processo di sconfitta della Calabria democratica ed umana. E siamo preoccupati rispetto ai ripetuti tentativi di forzare le regole dello stato di diritto, perché non vogliamo continuare ad assistere ad una rappresentazione di questa regione solo come luogo in cui spadroneggia la ‘ndrangheta, anche attraverso la disintegrazione di ciò che ha pure rappresentato una concreta applicazione di pratiche di antimafia sociale. Infatti, molti potenti e prepotenti si sono coalizzati in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro e contro Mimmo Lucano, l’uomo che ha reso possibile ed applicato questa nuova speranza di convivenza sociale tra diversi, ispirato dagli ideali di giustizia sociale e solidarietà tra e con gli ultimi della terra, i numeri zero, appunto. Pezzi dello stato, ministri senza scrupoli e razzisti, funzionari statali proni a chi comanda pur di far carriera, potentati del territorio, inquirenti potenti adusi ad ambire ad alti incarichi politici: in tanti vogliono stritolare in una morsa giudiziaria kafkiana l’uomo divenuto il simbolo degli zero e, ancor di più ma attraverso di lui, vogliono stritolare i suoi ed i nostri ideali. Non vogliamo né possiamo permetterlo, sapendo di poter contare su una solidarietà straordinaria e contagiosa giunta loro da diversi paesi europei e da tutt’Italia e su una giustizia che ha già in parte dimostrato di avere scienza e coscienza per sapere discernere tra l’abnormità delle accuse e la insussistenza dei fatti realmente accaduti. Per questo, in occasione dell’udienza del processo che si terrà a Locri il prossimo 11 giugno, chiamiamo ad una forte mobilitazione i cittadini liberi e tutti coloro che credono fortemente nella necessità di restare umani, per stringerci intorno a Mimmo ed all’esperienza di Riace: così da far sentire loro la nostra totale e piena solidarietà, per contribuire a svincolarli dall’accerchiamento e dare nuova linfa vitale alle loro ed alle nostre speranze. Chi può e vuole, si organizzi e venga a Locri, alle ore 9 in Piazza Tribunale, chi non può esserci manifesti nei luoghi simbolici ritenuti più idonei della propria città. A Milano il presidio con impostazione unitaria si terrà alle ore 17 30 dell’ 11 giugno.

COMITATO UNDICI GIUGNO

Per adesioni: Mail: [email protected]   per il presidio alla prefettura  di milano    “[email protected]” . Un buon obiettivo : un centinaio di adesioni… o più.

E’ possibile se molti si attivano.

 

 

Una risposta

  1. Redazione ha detto:

    Riportiamo un contributo di Marco Dal Toso – Giuristi democratici-

    “Mimmo Lucano a processo

    Martedì 11 .6 si è aperto avanti il Tribunale di Locri, il processo nei confronti di Mimmo Lucano e altre 25 persone imputati, alcuni in concorso, di diversi reati fra i quali la truffa con danno patrimoniale dello Stato, l’abuso d’ufficio e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione ai progetti di accoglienza del Comune di Riace.

    Non sono valse a nulla le indagini smentite dal Giudice per le indagini preliminari e le motivazioni della Corte di Cassazione che ,nel decidere sulla misura cautelare degli arresti domiciliari revocati , ha dichiarato che “mancano indizi di comportamenti fraudolenti”.

    Quanto alla presunta turbativa d’incanti rispetto all’assegnazione del servizio di raccolta di raccolta rifiuti a due cooperative: le delibere e gli atti di affidamento sono stati adottati “collegialmente” e “con i prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile dei rispettivi responsabili del servizio interessato”.

    La legge, per altro, consente” l’affidamento diretto di appalti” in favore delle cooperative sociali “finalizzate all’inserimento delle persone svantaggiate “ , per importi inferiori “alla soglia comunitaria”.

    Per Lucano, non più sindaco e nemmeno consigliere comunale, vale ancora il divieto di dimora a Riace nonostante, con l’avvio del dibattimento, siano venute meno le esigenze cautelari della misura restrittiva dell’accesso al proprio Comune.

    Ancora: l’accusa nei confronti dell’ex sindaco di Riace per i presunti matrimoni di comodo tra immigrati e concittadini “ poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro, ma addirittura, escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare”.

    Al di là del merito del processo, continuiamo a essere convinti che l’istruttoria dibattimentale consentirà a Mimmo Lucano di far valere i suoi argomenti difensivi nel rispetto della legge e dei valori costituzionali.

    Riace, nel periodo dell’amministrazione Lucano, è stata un luogo di solidarietà, di accoglienza, di impegno in favore dei diritti umani e ,in particolare, dei diritti dei richiedenti asilo( art. 10 Cost.) in coerenza con posizioni e atti deliberativi che hanno considerato prioritario il riconoscimento dei diritti umani e sociali per tutti coloro che in quel Comune avevano residenza anagrafica.

    In attuazione degli obblighi di solidarietà politica ,economica e sociale che l’art. 2 della carta costituzionale pone a carico della Repubblica (Stato, Regioni, Comuni) nell’azione di garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo, “sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.

    Marco Dal Toso”

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