Bertinotti, fuga cervelli uno spreco

Italia "Paese sprecone", almeno sul fronte della ricerca. La 'tirata d'orecchie' per il belpaese, colpevole di non "valorizzare le intelligenze", arriva da Fausto Bertinotti, il candidato premier della Sinistra arcobaleno, che, intervenendo allo 'Speciale elezioni 2008' dell'ADNKRONOS, fa il punto sulla 'fuga dei cervelli' dal nostro Paese.

"Mi colpisce – afferma Bertinotti – visitare alcune università del Meridione e trovare giovani prossimi alla laurea che pensano di non trovare un lavoro attinente ai loro studi, nè tantomeno un lavoro tout court, e si preparano al grande esodo nel Nord Est o all'estero". Così il leader della Sinistra arcobaleno punta il dito sul "sistema Paese, che non valorizza le risorse formali e informali" di cui dispone. E ricorda che in Italia "i concorsi non ci sono più, nei grandi centri di ricerca vengono fatti contratti a tempo determinato, per lo più contratti a sei mesi – incalza – mentre nelle università non accedi a una cattedra neanche se muori. Se non si allarga la platea – prosegue il leader della Sinistra arcobaleno – se non si interviene sul rapporto tra formazione e ricerca, finiamo per 'bloccare l'ascensore'. Non si fanno – afferma Bertinotti citando un antico proverbio – le nozze coi fichi secchi". Eppure, malgrado tracci un quadro dai tratti sconfortanti, Bertinotti riconosce che "in Italia ci sono comunque dei punti di eccellenza, malgrado manchino le strutture e i finanziamenti. Ciò si deve – conclude – all'intelligenza e alla dedizione di organismi che, all'interno della pubblica istruzione come della sanità, si sono fatti in proprio".

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