Premio Nobel per Riace

CostituzioneBeniComuni, sulla base del testo che ha promosso l’ assemblea del 30 ottobre in sala Alessi con Domenico Lucano, ha aderito alla campagna per proporre Riace al Premio Nobel per la pace. Domenico Lucano , prima arrestato e ora con divieto di risiedere a Riace, ha fatto ciò che lui stesso definisce una cosa normale : ha applicato a Costituzione. Riporto un interessante articolo di Edoardo Bai di sostegno alla proposta . Franco Calamida CostituzioneBeniComuni- Milano in Comune.

IO STO CON RIACE

Sono numerosissime, per fortuna, le iniziative intraprese da ONG, associazioni varie e forze politiche che si stanno mobilitando per difendere quello che è senza dubbio l’esempio più noto delle possibili soluzioni del problema dell’accoglienza. Esempio assolutamente intollerabile per chi vuole fare della tragedia dei rifugiati un mezzo per aumentare il consenso popolare. Una tecnica di propaganda che ha radici lontane, ed è da sempre utilizzata per addossare a un falso obiettivo difficoltà che hanno diversa origine.

Riace dimostra che organizzare l’accoglienza non solo è eticamente indispensabile, ma è anche un mezzo per creare lavoro e per risolvere i problemi di ordine pubblico che la immigrazione può comportare. A Riace, e negli altri Comuni che stanno tentando la stessa esperienza, non esistono problemi di ordine pubblico, nonostante il paese abbia accolto un numero di stranieri molto più numeroso della sua stessa popolazione. A Riace si sono creati posti di lavoro sia per gli stranieri che per i residenti.

La politica messa in atto dal governo ha bisogno di dimostrare che tutto ciò non è possibile, perciò persegue con accanimento l’obiettivo di eliminare l’esperienza di Riace, come capofila di tutti quei Comuni che stanno esperimentando la stessa politica. Prima ritardando i pagamenti per i servizi resi. Riace non riceve dal 2016 i compensi che l’Europa mette a disposizione per le strutture che ospitano i migranti (35 euro al giorno per ogni persona accolta). Per questo motivo ha accumulato un debito enorme, rispetto alla dimensione del Comune. Il Sindaco (per noi Mimmo è ancora il sindaco di Riace) non si è piegato. Con l’escamotage dei buoni stampati dal Comune e accettati dai commercianti del luogo, ha risolto, purtroppo  temporaneamente, il problema della sopravvivenza dei rifugiati. I buoni saranno spendibili se e quando sarà pagato il debito che lo Stato ha con il Comune.

Per questo si è ritenuto necessario rendere innocuo Domenico Lucano, accusandolo di reati che, seppure fossero realmente stati commessi, non hanno mai, nella storia della nostra Repubblica, giustificato provvedimenti come gli arresti domiciliari o il divieto di dimora, previsto dall’art. 283 del codice penale. Articolo che prevede la possibilità della reiterazione del reato, o dell’inquinamento delle prove. Ma come potrebbero sussistere questi pericoli, visto che Mimmo è stato sospeso dalle sue funzioni? Pena oltretutto infamante, perché il confino di solito si commina per reati di mafia (sotto il fascismo per reati politici).

“Sono un sindaco povero, neanche un centesimo fuori posto” diceva il 23 agosto scorso

parlando con Roberto Saviano. Ma Mimmo Lucano, il sindaco di Riace in prima linea su quello che è diventato un fronte di guerra ovvero l’accoglienza dei migranti, era consapevole che la sua disobbedienza civile lo portava a superare i confini. “Sono un fuorilegge” rivendicava raccontando del rilascio di una carta di indentità a una donna cui era stato negato per tre volte il permesso di soggiorno. (dal Fatto quotidiano).

Anche la disobbedienza civile ha nobili tradizioni, le cui radici risalgono ai martiri cristiani, ed ha precedenti contemporanei, tutti accomunati dal dovere di disobbedire alle leggi ingiuste, per dirla con Lelio Basso. O per dirla con le parole di Mimmo: anche Hitler ha fatto approvare leggi ingiuste, che hanno provocato danni immensi. Forse era meglio non obbedire. …

La Rete dei Comuni Solidali (Recosol) ha lanciato una raccolta fondi per sostenere il Comune di Riace, con la consapevolezza che il fallimento eventuale di quel Comune potrebbe essere seguito dalla chiusura di tutte le esperienze analoghe.  Costituzione Beni Comuni, ha aderito alla proposta proveniente da più parti:

Quella di candidare per il premio Nobel per la pace il Comune di Riace.

La nostra non è una battaglia in difesa di un piccolo Comune, ma un impegno per la solidarietà civile e per l’accoglienza, e una affermazione da ribadire con forza: LA DISOBBEDIENZA CIVILE NON E’ SOLO UN DIRITTO, MA E’ UN DOVERE QUANDO LA LEGGE E’ INGIUSTA.

Edoardo Bai. CostituzioneBeniComuni.

 

 

 

 

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