Successo e interesse per il convegno della Sinistra Arcobaleno

Vivere in zona 2

più di 100 persone hanno partecipato al convegno pubblico sui problemi del nostro territorio.

Successo e interesse per l’incontro promosso dalla Sinistra Arcobaleno

Nel pomeriggio di sabato 1 marzo, più di 100 persone hanno partecipato al convegno pubblico sui problemi del nostro territorio. Sono state presentate una serie di idee, progetti e proposte attraverso filmati, relazioni ed interventi frutto del lavoro durato mesi e curato da persone di diversa provenienza, ma uniti dalla convinzione che il nuovo partito della Sinistra Arcobaleno non possa che nascere anche da un profondo radicamento nel territorio e nei riferimenti sociali a cui si ispira.

Dirigenti e militanti che operano da anni nel nostro territorio delusi dall’approdo mediatico incolore e insapore in cui si è arenato il partito Democratico, consiglieri di zona che hanno creduto fin dall’inizio nella Sinistra Arcobaleno, spazi alternativi come il Leoncavallo e un giornale come il nostro che da anni si spende per l’unità della sinistra, insieme sono stati capaci di produrre un evento politico e culturale che segnerà l’inizio di questo nuovo soggetto in zona 2.

Due le principali e originali proposte emerse durante la prima parte del convegno (per una sintesi più articolata vedere le schede pubblicate sul nostro sito www.ilponte.it, oppure visionando il filmato presto disponibile):

recuperare le tante piccole e medie aree industriali-artigianali dismesse e degradate tra viale Monza e via Padova per intrecciare verde, laboratori e attività creative emergenti con appartamenti in affitto moderato per giovani, single e famiglie; anziché rinfocolare la bolla speculativa con residenza libera non più accessibile alla stragrande maggioranza dei milanesi che fuggono dalla città.

Investire per ridare identità ai vecchi borghi (Turro, Precotto, Villa, Crescenzago e Greco), rigenerare e riqualificare il Trotter, polmone scolastico culturale insieme al territorio circostante e infine riscoprire l’acqua come risorsa attraverso la sfida coraggiosa di far riemergere un parte del tracciato storico del naviglio Martesana verso la Cerchia tramite il Melchiorre Gioia, inserendolo in un programma di risanamento ecologico e ambientale della città; altro che Expo 2015, le sue sciagure cementizie, i suoi tanti e inutili grattacieli.

Nella seconda parte del convegno sono state affrontate questioni non facili come il recupero di alcune vie degradate, l’integrazione e la multiculturalità attraverso progetti e contratti di quartiere e di mediazione sociale; l’abbandono da parte delle istituzioni locali in cui si trova una parte della città con le relative strumentalizzazioni securitarie ma anche le contraddizioni e l’immobilismo del governo in questi due anni.

Nel tardo pomeriggio è stato messa in scena un’emozionante lettura, da parte di Roberto Carusi e Massimo De Vita, di brani tratti da testimonianze di operai della Thyssen Krupp curati dal Teatro Officina che ha fatto rabbrividire l’intera sala.

Infine le bellissime tarantolate del Canzoniere dei Transiti.

Paolo Pinardi

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