In memoria di Vittorio Rieser

Per non dimenticare, per dimenticare noi stessi . Scrissi queste poche righe il giorno del funerale di Vittorio Rieser . franco .

 

 

 

Con Vittorio Rieser, il nostro dolce compagno , amico fraterno , in una giornata di sole , sabato 24 maggio dell'anno 2014 , abbiamo sepolto anche la nostra storia. La storia collettiva di una generazione , quella che tentò la scalata al cielo.La mia. Fummo i rivoluzionari , siamo stati una generazione fortunata . Siamo stati sconfitti. Quanti volti tristi , increduli , nella sala gremita della Camera del Lavoro di Torino . Nessun rimpianto , facemmo quel che ritenevamo giusto. Abbiamo raccolto il messaggio della Resistenza , il nostro invece è andato disperso nel vento . C'erano tutti , gli amici di Vittorio ,anche con diverse collocazioni nel centro sinistra ; ma in quella sala mi è parso di cogliere questo sentire comune : siamo stati parte del movimento operaio , lo siamo ancora . Animatore di questa appartenenza , orgogliosa apparteneza, tra i più importanti ed amati, è stato
Vittorio. Nel ricordo , quella mattina triste , Vittorio è stato vissuto , così mi pare , come un simbolo ; lui , che non voleva esserlo , lui che volle testimoniare esattamente in contrario con la sua militanza ai cancelli delle fabbriche , con la "fede" nel dialogo e nell'inchiesta operaia , non nell'ideologia ,con la coerenza del fare e il pensare , quotidinamente. Giorno dopo giorno , per una vita . Non abbiamo cambiato il mondo, ma i mondo non ha cambiato noi. Uno degli operai intervenuti , ha ricordato un suo aforisma , significativo : " La panna nella bagna cauda è una grave deviazione di destra".

 

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