Dal PIL al BIL

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di Sergio Diana *

(www.aprileonline.info – 4 marzo 2008)

"La competitività non passa sulla pelle dei lavoratori", é il titolo e la sintesi estrema del programma della Sinistra l'Arcobaleno. Un filo conduttore che è in grado di legare tutti i punti del programma sarebbe quello di mettere finalmente in discussione il Pil come unico metro per stabilire come vanno le cose nel nostro Paese.

Non solo per il fatto che gran parte della gente, pur facendo riferimento spesso al Pil, non sa in effetti di cosa si tratta, ma anche e soprattutto per il fatto che le basi sulle quali si fonda il calcolo del Pil convincono ormai sempre meno persone.

È noto infatti che il Pil non solo non riflette la distribuzione del reddito, ma non include neanche parti importanti della vita delle persone comuni come il lavoro casalingo, gli ambiti di tantissime attività informali non riconosciute, e non considera i gravi danni ambientali provocati dalla crescita economica. Il Pil tiene conto di tutte le transazioni in moneta trascurando tutte quelle a titolo gratuito (pensate al baratto); restano quindi escluse le prestazioni nell'ambito familiare e quelle attuate dal volontariato (trascurando quindi il valore economico del non-profit).

Inoltre, il Pil tratta tutte le transazioni come positive e non fa quindi distinzione tra le attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo diminuiscono (ad esempio, se improvvisamente non ci fossero più incidenti stradali il Pil calerebbe in modo sensibile mentre il benessere e la felicità delle persone aumenterebbe notevolmente). Dunque, nonostante che la gran parte degli studiosi convengano che il benessere e la felicità delle persone non potranno mai essere valutati numericamente, il mito del Pil viene oggi messo in discussione in tutti i modi possibili sia da autorevoli politici (è entrato ormai nella storia il celebre discorso di Robert Kennedy all'università del Kansas nel quale evidenziava, tra l'altro, l'inadeguatezza del Pil come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate) che da economisti e premi Nobel (tra cui il Dalai Lama).

Recentemente, lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato di aver incaricato due premi Nobel per l'economia, l'americano Joseph Stiglitz e l'indiano Armatya Sen (le cui idee e posizioni politiche non paiono proprio in linea con quelle del presidente francese), di riflettere su come cambiare gli indicatori della crescita in Francia. "Bisogna cambiare il nostro strumento di misura della crescita", ha detto Sarkozy, convinto che contabilità nazionale e Pil abbiano "evidenti limiti" che non rispecchiano "la qualità della vita dei francesi".

Il 19 e 20 novembre 2007 si è tenuta a Bruxelles la conferenza internazionale "Beyond Gdp" (oltre il Pil) organizzata dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo, dall'Ocse e dal Wwf. La conferenza ha riunito leader politici, rappresentanti di governo ed esponenti di istituzioni chiave come la Banca Mondiale e le Nazioni unite con l'obiettivo di chiarire quali possano essere gli indicatori più appropriati per misurare il progresso.

Da qualche tempo e da varie parti si è dunque iniziato a riflettere sul concetto di Bil (Benessere interno lordo), soprattutto nell'ambito delle ricerche e dei movimenti legati al concetto di decrescita.

In tale contesto, nella ricerca di nuovi indici in grado di misurare l'effettivo benessere delle persone, si coinvolgono anche gli stessi cittadini e cittadine nella definizione di una mappa del Bil in continua evoluzione.

Ciò anche allo scopo di integrare e completare i tentativi di misurazione della qualità della vita o benessere della popolazione – ma anche di una comunità, città o nazione – in cui, come è noto, pur essendo gli indici economici facilmente misurabili, in relazione agli indicatori sociali – quali ad esempio la sicurezza dal crimine, la sperequazione sociale, la libertà politica, la salute fisica, l'accesso all'istruzione, l'inquinamento e altri simili – gli specialisti riscontrano notevoli difficoltà.

Tra gli indicatori alternativi al Pil – o che si accompagnano a quest'ultimo al fine di dare un quadro realista della situazione economica e sociale di un territorio e valutare il grado di benessere e la qualità delle relazioni sociali – i più significativi sono il Gpi (Genuine progress indicator) e il Quars (Qualità regionale dello sviluppo).

Il Genuine progress indicator (Gpi), cioè l'indicatore del progresso reale (spesso tradotto anche come indice di progresso effettivo o indicatore del vero/reale progresso) ha l'obiettivo di misurare l'aumento della qualità della vita di una nazione. Per questi motivi è calcolato distinguendo tra spese positive (che aumentano il benessere, come quelle per beni e servizi) e negative (come i costi di criminalità, inquinamento, incidenti stradali). Ciò diversamente dal Pil che, invece, considera tutte le spese come positive e non considera tutte quelle attività che, pur non registrando flussi monetari, contribuiscono ad accrescere il benessere di una società (volontariato, lavoro casalingo, ecc.). Alcuni studi sul Gpi hanno mostrato che mentre il Pil è cresciuto negli ultimi decenni, il Gpi è aumentato solo fino ai primi anni '70, dopodiché ha iniziato a diminuire sensibilmente. Sono ormai numerosi i paesi sviluppati in cui la ricchezza nazionale viene anche ricalcolata attraverso il Gpi (Usa, Canada, Australia, Germania, ecc.).

Il Quars (Qualità regionale dello sviluppo) è un indice di benessere individuato utilizzato dalla campagna "Sbilanciamoci!" alla quale aderiscono più di trenta organizzazioni sociali, tra cui Aiab, Arci, Carta, Lunaria, Rete Lilliput, Wwf, ecc. Gli indicatori del Quars sono suddivisi in sette categorie: ambiente, economia, diritti, salute, istruzione, pari opportunità e partecipazione.

Ad esempio, in relazione al macroindicatore "Ambiente", si comprendono le valutazioni dell'impatto ambientale che derivano dalle forme di produzione, distribuzione e consumo e le buone prassi scelte per mitigare i relativi effetti. Ai primi due posti di questo indice, secondo l'ultimo rapporto, si collocano il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta.

Altri indicatori che da più parti si inizia a prendere in considerazione sono:

Il Fil (Felicità interna lorda) o, in inglese, Gnh (Gross national happiness. Il Fil, di cui il Dalai Lama è un convinto sostenitore, costituisce un tentativo di definire uno standard di vita sulla falsariga del Pil.

Il Prodotto interno lordo verde (Pil verde) è un indice di sviluppo economico che tiene conto delle conseguenze ambientali dello sviluppo. Il Pil verde inizia oggi a trovare diffusa applicazione in Cina dove viene difeso dallo stesso ministro dell´Ambiente Pan Yue. Attualmente sono diverse le regioni e le province cinesi che, utilizzando il "Pil verde", cominciano a raccogliere le statistiche del loro reddito sottraendo il costo delle distruzioni ambientali.

Un altro indicatore è il cosiddetto "Subjective well-being" (Swb), vale a dire la percezione che gli individui hanno della propria vita e del grado di soddisfazione che provano per essa. Questo indicatore della felicità delle persone, per quanto sintetico, ha il vantaggio d'essere stato rilevato da diversi decenni e in molti paesi del mondo.

"Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto interno lordo. Il Pil comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana … Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari … Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago … Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari … Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione … Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta". Robert Kennedy

* Sinistra Democratica – Cagliari

Fonti:

Gianfranco Bottazzi, Sviluppo e Sottosviluppo, AISARA 2007 -Wikipedia -Campagna Sbilanciamoci! -Campagna DePILiamoci -Rete per la Decrescita

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