Esiste ancora la sinistra?

Scrissi questa nota in occasione dele elezioni europee. I garanti di AET esclusero dal sondaggio sul simbolo la proposta: “sinistra”. E’ il caso di ragionarci. La questione è seria e attuale . franco calamida .

 

 Un giorno , chissà, un giorno forse riusciremo non solo a chiederci : “Cosa è successo alla sinistra” , ma anche a capire …e troveremo risposte.  

Non insisto, per l’oggi,  nel ricordare le difficoltà non solo dei partiti ,ma di tutti noi per l’incertezza dell’ appartenenza e l’assenza di un definito  ed esteso “sentire comune” più forte delle divisioni e delle individualistiche presunzioni. Oggi , però, sentiamo tutti  l’esigenza un progetto che ricomponga la sinistra frammentata e disorientata. E’ quel che conta. La sinistra , appunto.

 Siamo però al paradosso che si appropria della parola “sinistra” chi ne ha abbandonato i valori e  le coerenti politiche,(è il caso di Matteo Renzi , come ben descrive il documento Revelli) e tende invece, spesso,  a rinunciarvi chi quei valori difende . Per l verità anche Renzi tende a nominarla sempre meno e si intravede un futuro nel quale scomparirà del tutto dal suo vocabolario . Insomma , una riflessione sul tema mi sembra utile .La cultura politica è più importante della stessa linea politica .

 

 Motivo dunque perché sto con quanti ritengono assai pericolosa la rinuncia  all’uso del nome stesso : “sinistra”. Innanzitutto perché  va fatta distinzione  tra “fallimento e sconfitta” . Chi non la nomina più ritiene che la sinistra abbia fallito. Ma così non è : da quando esistono ,  i partiti e le istituzioni  del movimento operaio (della sinistra ) hanno riportato grandi conquiste . Negli ultimi decenni, indubbiamente , abbiamo però subito anche pesanti sconfitte. In particolare sul terreno del valore del lavoro. Ma non è stato un fallimento. Come afferma Matteo Renzi. E non solo lui. Le sconfitte più recenti, per altro, le dobbiamo a Matteo Renzi.

  Sappiamo tutti che chi dice “ non c’è ne destra ne sinistra” è di destra ; ma dobbiamo anche riconoscere  che il quadro non è nitido come un tempo , indubbiamente è sempre più complesso . Incasinato . Effetto della crisi della rappresentanza e della politica o della definizione dei soggetti sociali di riferimento ? O di tante altre cose che non so.

 Nella complessità , da non rimuovere , è infatti la realtà, va individuata la “cosa semplice “ , che tutti /tutte capiscono , il punto fermo , di riferimento . Nell’immensità dell’universo , la stella polare è una .

Domanda Matteo Renzi . “ Tiene ancora lo schema sull’uguaglianza come stella polare della sinistra?” . La sua risposta  è NO .   SI, SI, SI deve essere invece la nostra risposta .

 Una sinistra    che si innova, radicalmente, ma non rimuove  i valori della tradizione : la sinistra   della “ libertà e dell’eguaglianza “ e “della pari dignità sociale” dell’art.3 della Costituzione, parola per parola , comprese le ultime :” l’effettiva partecipazione di  tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.” E’ una idea di società ,è un progetto per il futuro . …

 

 Marco Revelli  , propone , in un suo libro  , dal titolo “ Post- Sinistra- Cosa resta della politica in un mondo globalizzato”, questa analisi : “Della sinistra resta ben poco, perché resta molto poco della politica, della capacità di offrire una alternativa razionale a quello che è sempre stato definito l’ordine naturale della cose “ e ancora “….non si fa carico di una proposta organica di società , ma si limita a suggerire le ricette ideali perché sia il mercato con i suoi istinti a plasmare la realtà” . La critica , sacrosanta ,è rivolta principalmente al Pd , al cui interno sono peraltro presenti anche posizioni diverse  dall’ideologia del dominio assoluto del mercato .   La sua analisi sulla catastrofe di un mondo senza politica è , come spesso in passato , stimolante , fa ragionare .  In larga misura  condivido la sua analisi ,utile  per scuotere le pigre illusioni e gli aridi arroccamenti ideologici. Ma dobbiamo evitare la tentazione del “ cancellare tutto per ripartire da zero” . Affascinante , ma , nel concreto ,si parte da ciò che c’è , da quella parte della società di uomini e donne , soggetti reali , esistenti e tra di loro in relazione , che non si arrende . Il maggior contributo , nel confronto sul  documento , potremo offrirlo sul terreno del che fare , dell’ organizzarsi per il radicamento sul territorio ….Se la crisi della sinistra è crisi della politica  la nostra motivazione all’impegno sociale e politico deve essere ridare “nobiltà alla politica”. E’ uno dei temi centrali della elaborazione di Luigi Ferrajoli: la società dei diritti universali , nessuno sia escluso , tutelati dalle Costituzioni .

Franco Calamida

 

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