Presentazione dell’incontro con Ferrajoli

Riportiamo la presentazione dell’ assemblea. Si tratta di una sintesi  delll’ elaborazione e proposta di Ferrajoli ,  che ha solo lo scopo di sollecitare l ‘ approfondimento da parte di chi è interessato con la lettura dei suoi saggi , articoli e libri . Su FB è riportata la registrazione audio dell’ intera serata .

“La democrazia non è solo un insieme di regole formali . … Le costituzioni rigide hanno introdotto con i diritti fondamentali …una dimensione sostanziale della validità delle norme e perciò della democrazia.”

 

“Depotenziamento della politica e decostituzionalizzazione della democrazia sono tra loro connesse” 

Detto schematicamente : per liquidare la Costituzione basta liquidare la politica e viceversa.

 

Sono  citazioni estratte dal libro  “ Dei diritti e delle garanzie “ edizioni  il Mulino autore Luigi Ferrajoli. Che merita di essere letto .  Ho ritenuto opportuno richiamarle in quanto rappresentano punti focali della sua elaborazione , del suo pensiero.  

In sintesi :

la manomissione della Costituzione  è condizione per imporre la legge del mercato , cioè il primato dell’ economia sulla politica, con la progressiva devastazione dello Stato sociale.

E’ esattamente quello che è accaduto : Renzi ha eroso il diritto alla salute , umiliato l’  istruzione ,  liquidato l’  art. 18  pilastro dello Statuto dei lavoratori , che era la dignità del lavoro  , ha  scaricato sui pensionati i costi della crisi.

 Difendere la Costituzione  significa difendere conquiste  costate anni di lotte . Riguarda la vita , concreta , quotidiana , di ogni persona. La democrazia, appunto. E la politica. E il futuro.

 

Il ragionamento di Ferrajoli muove da questo assunto : la democrazia è in crisi , la politica è in crisi . Lo è  la rappresentanza politica .

Nell’ assemblea di mercoledì sera alla Camera del lavoro anche Marco Revelli ha affrontato questo tema. Decisivo . Non è solo cosa da convegni.

 

 Se ci chiediamo cosa resta della democrazia , come  diritto del cittadino a partecipare effettivamente alle decisioni , a parte il voto , e per giunta  con questa micidiale legge elettorale , possiamo concludere che resta ben poco . Anche gli strumenti di democrazia diretta , i referendum , hanno efficacia limitata perché gli esiti vengono disattesi dalle istituzioni e dai partiti , è il caso di quello sull ‘acqua, pur vincente.

 

I cittadini si allontanano dalla politica e i partiti si allontano dai cittadini . “E’ crollata la credibilità dei cittadini nei partiti “ afferma , giustamente , Ferrajoli e con lui tutti i sondaggi.

 

 Durante il fascismo nelle fabbriche stava scritto sui cartelli “Qui non si fa politica” , e anche nel dopoguerra il far politica era contrastato nei fatti , si finiva nei reparti confino della Fiat  o licenziati;

 

 Nel 68 /69 si disse : “  Riprendiamoci la politica , la politica non è cosa di lorsignori” , bella idea che portò a belle conquiste . Il diritto di rivendicare diritti , la buona politica  .

Oggi , Luigi Ferrajoli ci propone , in un contesto così deteriorato , questa splendida idea : “ Ridiamo dignità alla politica” usa addirittura il termine “nobiltà” . Dagli antichi Greci ,e da Aristotele, era in effetti considerata la più nobile delle arti. Io ammiro il coraggio intellettuale di Ferrajoli , lo dico sinceramente . Ci vuole coraggio , per andare con tanta tenacia e determinazione controcorrente. Propone  nientedimeno che la democratizzazione dei partiti .

 

  Una buona idea diventa politica quando è condivisa da molti . E’ questa certo una buona idea , ottima . Ma dobbiamo , credo , stare sul concreto e distinguere ciò che è praticabile da ciò che non lo è ; la politica è  l’ arte del possibile . Dobbiamo chiederci :

  quale percorso , quali forze , quali atti concreti , possono portarci a raggiungere l’ obiettivo  dell’ applicazione dell’ art.49 della Costituzione ,?   

 

  Detto schematicamente ,

“non c’è democrazia con questi partiti , non c’è democrazia senza i partiti “. Ma i partiti che siedono in Parlamento non son quelli che hanno scritto la Costituzione ( e poi la hanno , chi più chi meno , difesa e rispettata , anche se con ritardi assai gravi nell’applicazione ) . Dunque   la sfida  richiede il ritorno al sociale , al territorio , al parlare con i cittadini , al fare riunioni nei quartieri , per dar vita ad un movimento d’ opinione dal basso . Rompendo lo schema :  il salvatore , il demagogo , l’ imbonitore teleparla al telecittadino in poltrona , che poi vota , in realtà  poi vota solo uno su due.

I sondaggi a favore di Donald Tramp , negli Usa, e non solo là , devono farci riflettere. Deve farci riflettere l’ avanzata delle culture oscurantiste , dell ‘integralismo che nega i valori dell ‘illuminismo e del costituzionalismo che ne è seguito .  Occorre ritrovare passione per  la politica , per non essere travolti.

 

La legge che Ferrajoli propone è importantissima, ma ovviamente non è solo questione di legge , ma di cultura politica , degli eletti e degli elettori. Nella complessità , e lo situazione del paese lo è , conviene tenere una stella polare di riferimento , precisa , netta : La Costituzione , che struttura la democrazia rappresentativa , custodisce valori di libertà e giustizia sociale , di eguaglianza ed esclude il mandato imperativo . E’ bene tenerlo presente , sempre , non è piccola questione.

 

Vorrei concludere con due ipotesi di lavoro  :

 

La prima : il percorso verso un nuovo soggetto politico  ha subito una battuta d’ arresto , ma non l’ aspettativa di molti , moltissimi compagni e compagne  .   La speranza che un nuovo soggetto politico   espressione dell ‘unità della sinistra , si presenti sulla scena politica ,  è tuttora viva. Ed è una emergenza democratica .

 La destrutturazione dell’ identità collettiva , del senso di appartenenza è stata l’ opzione praticata con successo dalla destra prima e di recente dal renzismo.  Anche per noi , che qui ci confrontiamo , esiste il problema della rappresentanza , della sua crisi.  Del disorientamento .

I soggetti , i partiti , che sono nel campo dell’ unità della sinistra , potrebbero , con o senza legge, praticare innovative forme di democrazia interna , con regole , e reali volontà , che affermino il primato delle strutture di base . Chi opera sul territorio  dovrebbe avere  una reale , incisiva funzione politica che ci riconnetta tutti alla realtà . Non più terminali passivi di decisioni prese altrove.  Con i referendum garanti del rispetto della democrazia interna   , e con regole precise. Anche con  consultazioni   in rete , ma certo non solo  in rete. Il vedersi , il parlarsi direttamente è importantissimo.  La società che auspichiamo non è una somma di individui isolati e in competizione meritocratica , ma un insieme di soggetti tra di loro in relazione e solidali . Generosi .    La democrazia interna  dovrà  praticata e non solo enunciata , come avviene da un secolo almeno .  Solo così il nuovo soggetto politico  potrà dirsi  innovativo . E’ la condizione per un rinnovato incontro con quel che un tempo chiamavamo il nostro popolo  , e ne facevamo parte.

 

La seconda ipotesi di lavoro : nel 2016 si effettuerà il referendum Costituzionale , uno scontro di grande rilievo  , Renzi chiederà consenso alla sua politica , e dunque in gioco ci sarà la democrazia e le prospettive per il nostro paese. Si sta costituendo il comitato per il No . Anche l’ insieme di associazioni , gruppi , singole persone,  partiti , comitati del territorio e di quante sono qui presenti questa sera ,  possono , anzi debbono impegnarsi . Per dar vita   ad un  movimento assai vasto , all’ altezza della sfida .

Il NO è anche un Si alla applicazione dell’ art. 49 . E’ un si  a tutto ciò che la Costituzione  tutela : i diritti politici e civili , il diritto fondamentale al lavoro , la dignità delle persone , il principio di eguaglianza, i beni comuni , la responsabilità verso le nuove generazioni  e dunque anche  l’ ambiente e il pianeta . La Costituzione non è vecchia , non va rottamata .   Va applicata. Franco Calamida.

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