assemblea costituente Tsipras – contributo di F.Calamida- prima puntata

Penso sia l’ultima occasione, per un periodo. franco calamida .

Se Podemos , in Spagna è al 27 % , Tsipras in Grecia può vincere le elezioni e noi , in Italia , siamo quasi sconosciuti ( nei sondaggi veniamo riportati come “altri”)  qualcosa di fondo , a casa nostra , non funziona. Ma non tutti ne hanno la percezione .  Anche chi ne ha percezione non ne ricerca le ragioni di fondo e pensa che l’assemblea nazionale , con buone regole , risolverà problemi , che peraltro non sono neppure stati individuati.

La domanda che dobbiamo porci  è : Ci siamo ? o non ci siamo ?

Sappiamo che molti sono convinti che ormai il progetto Tsipras (Nuovo Soggetto Politico – NSP ) non ha prospettive . Noi al contrario pensiamo  che ne abbia . C’è un abisso tra la percezione che abbiamo di noi stessi e quella che altri ne hanno . Se non lanciamo ponti verso i soggetti , la società e la realtà  , ancor prima dell’assemblea , la dimensione di “politica virtuale” ( virtuale : “come se fosse vero”) nella quale più che galleggiare stiamo affondando diventerà irreversibile . Nonostante la buona volontà , la passione e l’impegno di tutti noi , nessuno escluso.  Dobbiamo connetterci alla realtà . Siamo connessi ? No , non lo siamo . Anche se pensiamo di esserlo. Siamo quasi assenti dalla scena politica . E sul territorio . Quale è la domanda più semplice che ci vien fatta , anche da chi ci è amico : “ma come è possibile che non abbiate un nome e dirigenti riconoscibili e una presenza sui mas media , con  un volto , che sia un riferimento ?” Già , come è possibile . E cosa aspettiamo ?

Podemos in 8 mesi diventa in Spagna il primo partito , supera in consensi Psoe e Popolari , raggiunge i 200 mila affiliati . Come ? 1)con un efficace utilizzo della rete  ( è vero ,in Italia c’è già Grillo , ma noi siamo affetti da una micidiale “stitichezza mediatica” ) ; 2)con un gruppo di ricercatori che ha saputo con rigore analizzare i mali della Spagna 3) con un leader, Pablo Iglesias ( tuttora sono contro la personalizzazione della politica , ma è un dato di fatto che una leadership , forse , ma non ne son certo , anche di un gruppo collegiale , è condizione per il decollo del nostro  NSP . Senza non si f a nulla. La questione non è eludibile) . Infine : con una politica , con  la oculata scelta delle priorità secondo le aspettative ,le sofferenze e il sentire diffuso di vasti settori della società.

E da noi ? Gli spazi che dobbiamo conquistarci sono ancora definiti , come inizialmente pensammo, dalla capacità di essere interni alle dinamiche sociali , vivacissime in queste settimane ( la questione lavoro , la Piazza S. Giovanni , gli scioperi generali di Fiom e poi di Cgil ) e di essere partecipi dei drammi esistenziali indotti dalla crisi ( gli otto milioni di poveri ) ? O no . Certo , il Pd cambia natura , ma gli spazi si conquistano , non esistono abbandonati da altri. Anzi, si chiudono. Non ho certo la pretesa di fornire complete ed esaurienti risposte a questo ordine di problemi . Ho il senso del limite , del mio , per questo rimango connesso con realtà . O forse mi illudo , chissà!

Penso solo che dobbiamo innanzitutto porci le domande giuste . Queste o anche  altre. Migliori delle mie . E sono certo che il tempo stringe : il quadro politico e sociale è in ebollizione , le cose cambiano rapidamente . Ogni giorno. Se attendiamo un paio di mesi in attesa della mitica assemblea nazionale ci arriveremo esauriti e chiusi a riccio , connessi solo con noi stessi .  Si raccoglie quel che si semina . Alcune cose vanno fatte subito : 1)l’avvio della consultazione per la scelta del nome ( che è anche simbolo del progetto stesso ) , coinvolgendo anche le associazioni e gruppi che hanno sostenuto la lista Tsipras , trasmettendo poi gli spunti più vivaci del dibattito e le proposte di nome all’assemblea nazionale, che deciderà . Come ? con il voto. E come potrebbe altrimenti . In questa forma vi sarebbe un buon grado di partecipazione e coinvolgimento dei compagni /e amici ecc. ecc.  Ogni altra forma suonerebbe come beffa e arroganza nell’utilizzo improprio del metodo del consenso. Se il nome venisse deciso senza consultazione io dissentirei in modo “bestiale” e troverei falso e derisorio ogni riferimento dei documenti alla democrazia interna. Purtroppo , diciamo per ora, la campagna di massa sul ttip con raccolta firme “antirenzi” ( dobbiamo far saper che ci siamo , non solo scrivere che dobbiamo far sapere che ci siamo ) che rispondeva alla domanda  : “ Ma cosa state fecendo ?” non si è sviluppata , come molti auspicavano e come conseguenza del seminario del 13 settembre, nell’autunno . Pazienza , sarebbe stata utile, vi sono però stati volantinaggi , molto positivi ed estesi e altre iniziative. In questo abbiamo segnato una presenza.  Assente  purtroppo in rete . Come Tsipras , intendo.

Scrivo solo di iniziative alle quali ho preso parte, certo ve ne sono altre. Per questo un bilancio , sia cittadino che nazionale , è importantissimo . Il documento di Marco Revelli , che per molti aspetti di analisi condivido ed è di qualitò , non parla di noi , cioè dei Comitati , delle cose fatte , della concretezza dei problemi che affrontiamo. Della realtà dei territori .Non è una critica, ha fatto la sua parte , spetta a noi portare idee , proposte . Attori , non semplici commentatori . franco calamida .

 

 


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