un nome : “sinistra” per il progetto tsipras

Riporto un mio primo contributo alla riflessione  sul processo di costruzione di un nuovo soggetto politico a sinistra del pd . Sper o altri ne seguano .

Prima di affrontare organicamente il tema : “Valutazione della bozza di documento – manifesto redatta da Marco Revelli “,  vorrei premettere una riflessione di carattere generale  sulle motivazioni per cui , a mio giudizio, il nome del soggetto politico per il quale , finalmente, si avvia la fase Costituente , debba essere deciso in forme democratica e partecipate , con una consultazione in rete . Se questo accadrà , io proporrò “sinistra”.  Ma quel che conta , nel presente,  è la motivazione  della proposta .

 Un giorno , chissà, un giorno forse riusciremo non solo a chiederci : “Cosa è successo alla sinistra” , ma anche a capire …e troveremo risposte.  

Non insisto nel ricordare le difficoltà non solo dei partiti ,ma di tutti noi per l’incertezza dell’ appartenenza e l’assenza di un definito  ed esteso “sentire comune” più forte delle divisioni e delle individualistiche presunzioni. Oggi sentiamo tutti  l’esigenza un progetto che ricomponga la sinistra frammentata e disorientata.

 Siamo al paradosso che si appropria della parola “sinistra” chi ne ha abbandonato i valori e  le coerenti politiche,(è il caso di Matteo Renzi , come ben descrive il documento Revelli) e tende , spesso,  a rinunciarvi chi quei valori difende . Per l verità anche Renzi tende a nominarla sempre meno e si intravede un futuro nel quale scomparirà da suo vocabolario . Insomma , una riflessione mi sembra utile .La cultura politica è più importante della stessa linea politica .

 

 Motivo perché sto con quanti ritengono assai pericolosa la rinuncia  all’uso del nome stesso : “sinistra”: va fatta distinzione  tra fallimento e sconfitta . Chi non la nomina più ritiene che la sinistra abbia fallito. Ma così non è : da quando esistono ,  i partiti e le istituzioni  del movimento operaio (della sinistra ) hanno riportato grandi conquiste . Negli ultimi decenni, indubbiamente , abbiamo però subito anche pesanti sconfitte. In particolare sul terreno del valore del lavoro. Ma non è stato un fallimento. Come afferma Matteo Renzi. E non solo.

  Sappiamo tutti che chi dice “ non c’è ne destra ne sinistra” è di destra ; ma dobbiamo anche riconoscere  che il quadro non è nitido come un tempo , indubbiamente è sempre più complesso . Incasinato . Effetto della crisi della rappresentanza , della politica e della definizione dei soggetti sociali di riferimento ? E di tante altre cose che non so.

 Nella complessità , da non rimuovere , è la realtà, va individuata la “cosa semplice “ , che tutti /tutte capiscono , il punto fermo , di riferimento . Nell’immensità dell’universo , la stella polare è una .

Domanda Matteo Renzi . “ Tiene ancora lo schema sull’uguaglianza come stella polare della sinistra?” . La sua risposta , e non solo sua ,  è NO . Evangelicamente  SI, SI, SI deve essere invece la nostra risposta .  Anche noi dobbiamo essere chiari e netti . Una sinistra    che si innova, radicalmente, ma non rimuove  i valori della tradizione : la sinistra   della “ libertà e dell’eguaglianza “ e “della pari dignità sociale” dell’art.3 della Costituzione, parola per parola , comprese le ultime :” l’effettiva partecipazione di  tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.” E’ una idea di società ,è un progetto per il futuro . Il progetto costituente , appunto, proposto nella bozza di documento Revelli . Tutto da costruire.

 Anzi , per evitare ogni forma di demagogia :  una buona idea diventa politica quando molti la condividono. Ad oggi , nei fatti , è condivisa , purtroppo , solo una minoranza nella società. Importante, significativa. Ma minoranza. Il senso del limite ci consente di mantenere il rapporto con la realtà. Se e quando questa “bella idea di società” sarà nel sentire comune dei più , e nella pratica del vissuto, allora si potremo dire che  uno splendido e concreto progetto politico si stà concretizzando . A questo tende il nostro impegno .

 Marco Revelli  , propone , in un suo libro  , dal titolo “ Post- Sinistra- Cosa resta della politica in un mondo globalizzato”, questa analisi : “Della sinistra resta ben poco, perché resta molto poco della politica, della capacità di offrire una alternativa razionale a quello che è sempre stato definito l’ordine naturale della cose “ e ancora “….non si fa carico di una proposta organica di società , ma si limita a suggerire le ricette ideali perché sia il mercato con i suoi istinti a plasmare la realtà” . La critica , sacrosanta ,è rivolta principalmente al Pd , al cui interno sono peraltro presenti anche posizioni diverse  dall’ideologia del dominio assoluto del mercato .   La sua analisi sulla catastrofe di un mondo senza politica è , come spesso in passato , stimolante , fa ragionare .  In larga misura  condividevo la sua analisi ,utile  per scuotere le pigre illusioni e gli aridi arroccamenti ideologici. Ma dobbiamo evitare la tentazione del “ cancellare tutto per ripartire da zero” . Affascinante , ma , nel concreto ,si parte da ciò che c’è , da quella parte della società di uomini e donne , soggetti reali , esistenti e tra di loro in relazione , che non si arrende . Il maggior contributo , nel confronto sul  documento , potremo offrirlo sul terreno del che fare , dell’ organizzarsi per il radicamento sul territorio , dei metri di misura semplici per verificare se si procede o si è fermi , della concretezza , dell’importanza dei dettagli e di quelle che sembra piccole cose , ma esistono . Un processo costituente richiede anche agire , iniziativa , conflitto sociale , esserci e saper leggere le lotte .Vive nei comportamenti , nel pensare, ragionare e agire insieme , nell’altruismo. Giustamente dice Marco Revelli : la crisi della sinistra è crisi della politica ; proprio per questo penso che la nostra ricerca e la nostra motivazione all’impegno sociale e politico sia ridare “nobiltà alla politica”. E’ uno dei temi centrali della elaborazione di Luigi Ferrajoli: la società dei diritti universali , nessuno sia escluso , tutelati dalle Costituzioni , che non sono affatto immobili (conservatrici , direbbe Matteo Renzi ); vanno attuate e dovrebbero anche essere garanti del diritto per tutti e tutte ai beni fondamentali e comuni , innanzitutto quello all’acqua.  Questa , appunto è una idea di modernità innovativa . Di sinistra , per come la vedo io . A questo penso quando la nomino e ,per inciso , è la ragione, politica, per cui appoggio l’appello per la Costituzione Europea e la costituzionalizzazione ( osti , che lunga questa parola , difficile farla capire) del diritto ai beni comuni.

Scrive Barbara Spinelli ( la Repubblica 19 febbraio 2014) : “ Quel che è anomalo, nei connubi ideologici italiani, è il discredito profondissimo gettato sulla stessa parola sinistra, l’annebbiarsi della sua storia, del suo patrimonio, della sua vocazione alla rappresentanza.” Non così in Europa , ma  “… in Italia la sinistra precipita dalle scale e si ritrova vocabolo non gradito”. Ben detto.

Per queste ragioni penso che il nome “sinistra” sia quello che meglio risponde alla caratterizzazione , anche simbolica, del nostro progetto . Se non lo saremo noi ,“sinistra” , chi mai lo sarà ?

Franco Calamida

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